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CHI SONO

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CHI SONO?


 
Sono nato a Trento, dove abito in località Mattarello,  il 5 luglio 1950. A luglio 2010 compirò quindi 60 anni. Sono alto 1, 78 cm e peso 74 kg (dovrei pesarne 70, per sentirmi in forma). Sono sposato con Rita e ho un figlio di 23 anni.


Titoli scolastici:

 
Sono “Ragioniere e perito commerciale” ed ho conseguito questo diploma nell’a.s. 1969/’70 (punteggio 48/60) presso l’Istituto Tecnico Commerciale “A.Tambosi” di Trento.
Ho poi frequentato per due anni, come studente-lavoratore, la facoltà di “Lingue e letterature straniere”di Padova, sede di Verona. Non mi sono mai laureato, ma ho studiato complessivamente per 16 anni (i cinque delle elementari, quattro(sic)delle medie, cinque delle superiori e due dell’università. E’ sufficiente o  no?
 
Ho frequentato presso il C.L.M. sede di Trento corsi  di tedesco al termine dei quali ho superato un esame e conseguito il seguente titolo: “Zertifikat Deutsch als Fremdsprache” del Goethe Institut con il punteggio di 28,50 (max 30 punkte).
 
Mi sarebbe piaciuto fare l’insegnante nella vita e, per questo, quando c’è stata l’occasione ho dato lezioni, quasi sempre gratis almeno  ai ragazzi figli di gente non abbiente, che conoscevo e che non andavano bene in inglese o in tedesco.
 
Nell’ambito di un macroprogramma , organizzato dall’ente in cui lavoro, ho frequentato un corso di alcuni mesi ottenendo, a seguito di esame,la qualifica di “controller” (funzionario addetto al “controllo di gestione”, una nuova attività di cui si avvalgono le aziende private e ora anche pubbliche per valutare l’impiego delle risorse finanziarie e umane e per migliorarne la resa).
 
Entro il 2011 andrò (spero) in pensione.
 
 
Hobbies:

 
Principalmente la  lettura (di tutto: di libri, ma anche di quotidiani, locali e nazionali, e di settimanali ( mi piace Panorama, ma a volte leggo anche l’Espresso) e anche di fumetti. Ma leggo anche “Confidenze” o “Intimità” e persino la “Metropolitana”, il giornalino degli universitari che porta a casa mio figlio.
 
Sono un autodidatta nel senso che cerco di imparare di tutto e da tutti, con preferenza per specifiche materie.
 
Giocavo con passione a scacchi, oggi tanto meno. Suono la fisarmonica a bocca, nel cui studio vorrei migliorare. Ma vorrei anche imparare a suonare bene la chitarra. Conto di farlo quando andrò in pensione.
 
Non so ballare (ogni tanto mi dimeno, come per fare ginnastica, ascoltando musica)  e non  sono portato per i lavori dell’orto, ma vado invece a funghi con mia moglie (esperta di miceti) nei boschi del Trentino. Faccio qualche passeggiata  e spero di riuscire quest’estate a fare qualche giro in alta montagna (è un pezzo che non ne faccio).
 
Faccio del “bricolage” in casa, realizzando tipo il cancelletto in legno dell’entrata, la tettoia del poggiolo a vasca o altre “barbonate” (come le chiama mia moglie). Avevo infatti realizzato in passato una copertura di frasche, sostenute da uno scheletro di bambù per la terrazza che, nonostante tutto, qualche anno fa ci aveva protetto dalla calura estiva.
 
Scrivo poesie , quasi esclusivamente in dialetto trentino, e da ultimo – come vedete – anche dei racconti (uno, per ora). Il tema principale di queste è l’amore, ma scrivo soprattutto le cose che vivo. Cose concrete senza tanti giri di parole o zuccherosità. E ai critici in genere non piace chi non dice di avere “le fize dentro el cor”(le pieghe nel tessuto del cuore) e finge un dolore intimo (ma i poeti devono per forza soffrire?). Alcune delle mie  poesie sono state pubblicate su Almanacchi dal 1988 in poi.  Ho da parte una proposta di libro anche per quelle (sento già i maligni che mi dicono di tenerlo in naftalina!).
 
Per le poesie in vernacolo, ho avuto due maestri. I “due Bruni” , come li definisco io: Bruno Groff e Bruno Banal, due affermati poeti trentini. Che, da qualche anno, non ci sono più, ma dei quali conservo un ottimo ricordo. Il primo era stato mio prof di tedesco alle scuole superiori. Con il secondo, invece, avevo condiviso, quand’era giovane, l’attività sindacale (lui era il sindacalista delle maestre d’asilo). Il primo scriveva poesie , spesso, satiriche prendendo di mira anche scelte urbanistiche sbagliate dell’Amministrazione comunale e provinciale; il secondo poesie delicate che avevano quali temi ispiratori le nuvole, la natura i paesaggi.  
 
Da Banal ero passato un giorno e avevo acquistato, pagandolo in contanti (nonostante pensassi che me lo regalasse, ma così non fu) il suo libro “Penseri del temp che passa” (Pensieri del tempo che scorre). Una volta incassata la somma da buon giudicariese ( originario della Val Giudicarie e sono un po’ come i genovesi), prima di consegnarmi il libro,  mi aveva però scritto di suo pugno una dedica sulla prima pagina del testo che recita così: “per Aldo: el temp l’è passà, ma l’amicizia no la passa. Mai” (Il tempo è trascorso, ma l’amicizia non passa. Mai).
 
Per lo scrivere ho avuto la fortuna di frequentare una scuola di vecchio stampo, le medie con il latino obbligatorio (prima dell’istituzione della scuola media unificata). Una scuola dove si studiava duro e che ha però prodotto dei risultati in termini di preparazione scolastica. La mia palestra è stato inoltre  il sindacato con la ricca produzione di  comunicati, volantini e circolari (che mi arrivavano direttamente da Roma a firma dei segretari del tempo, da Carniti e Lama, ecc.) e notiziari che vi fiorivano attorno negli anni dal ‘72 in poi fino agli anni ’90.
 
Ho fatto parte per anni della redazione dei notiziari sindacali di settore imparando l’arte da quelli più bravi di me e poi mettendoci pian piano anche del mio.
 

Sogni nel cassetto:  1) fare il cantante; 2) scrivere un libro;
 

Libro/i preferiti:  La Primula Rossa,  Formiche a Stalingrado (Oscar Mondadori), Lettera a un insegnante di Vittorino Andreoli;
 
 
Film/films preferiti:  Codice d’onore con Tom Cruise,  La ricerca della felicità;
 

Attore/i e attrice/i preferiti:  Gary Cooper,  Robert Redford, Genevieve Bujold, Benedetta Valanzano;
 



COME MI SENTO?
 



Non mi sento assolutamente un anziano anche se avrei l’età per considerarmi almeno “maturo”. Ho sempre seguito con interesse le canzoni dei giovani ed i programmi che parlano di loro e nei quali i giovani sono presenti.
Mi sono comperato CD di artisti quali la Pausini, Tiziano Ferro, Giovanotti non per moda, ma perché mi hanno dato un’emozione e perché mi piacevano.
 
In questo modo ho mantenuto una mentalità certamente più vivace di quella che riscontro in molti della mia generazione che, come musica, sono rimasti al pur bravo Massimo Ranieri o a Lucio Dalla. Nello stesso modo mi sono sempre tenuto aggiornato sia per quanto riguarda i libri che uscivano sul mercato che per i film.
 
Credo che la mia curiosità di mantenermi al passo con i tempi e le novità mi abbia consentito di formarmi una mentalità moderna che mi consente di non rimanere senza argomenti anche con i ragazzi/e di 30 anni. In questo senso assomiglio a mio papa’ che ha sempre contato fra i suoi amici più giovani che vecchi.
 
A casa ho il computer e vado spesso su Google e youtube per ascoltare canzoni o per vedere avvenimenti o rivedere programmi.
 
Lo scorso anno mi sono iscritto anche a Facebook , dove sono rimasto per alcuni mesi. E’ stata un’esperienza positiva perché ho avuto modo di conoscere meglio il mondo degli utenti di questi network, di capire come tanti di questi siano molto diversi da me e, nonostante tutto, di rispettarli e di imparare, qualche volta, anche da loro. Può darsi che mi reiscriva  (ULTIM’ORA: L’HO FATTO) .
 
 


Aldo
 

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